Light vanity, insatiate cormorant,
Consuming means, soon preys upon itself

Cormorano

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August 10, 2014 at 6:00pm
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Whenever you greet in passing or fall into step with a woman you know (your wife included), you tip your hat. In fact, the tip of the hat is a must for all brief exchanges with women, known or unknown. A man rates your hat-lift, too, when he has performed some service for the woman you’re with—when he’s given his bus seat to your wife, for instance (in which case you should give him a card to your psychiatrist, as well).

— Esquire Etiquette: A Guide to Business, Sports, and Social Conduct (1954)

5:19pm
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1912 Rejection Letter for Gertrude Stein’s “The Making of Americans”

1912 Rejection Letter for Gertrude Stein’s “The Making of Americans”

August 8, 2014 at 3:42pm
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A mia volta gli dissi che dove il brigadiere Pestalozzi in motocicletta, sempre nel Pasticciaccio, «premé con il piede, accelerò», vi era [un] errore tecnico. Perché le moto Guzzi dell’epoca avevano l’acceleratore a manopola, sul manubrio, e non a pedale. Gadda sudava freddo. Annotò, ricordando che il particolare doveva essere a pagina 234, e promise di accertare e di correggere, così come aveva già in mente di cambiare il nome della Contessa Menegazzi, che gli sembrava alludere ad operazioni poco commendevoli per una signora, benché Menegazzi dovesse venire da Ménego, Menegazzo, cioè da Domenico, per deformazione dialettale veneta e non da attitudini o abitudini invereconde.

— Piero Chiara ricorda l’incontro con Carlo Emilio Gadda

12:18pm
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reblogged from wolfenstain
Winston Churchill sits on one of the damaged chairs from Hitler’s bunker in Berlin, 1945

Winston Churchill sits on one of the damaged chairs from Hitler’s bunker in Berlin, 1945

August 6, 2014 at 10:52pm
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È all’incirca come quando uno, prima di ogni passeggiata, dovesse non solo lavarsi, pettinarsi eccetera – già questo costa fatica – ma siccome prima di ogni passeggiata gli mancano sempre tutte le cose necessarie, dovesse anche cucirsi il vestito, farsi le scarpe, fabbricarsi il cappello, tagliare il bastone e così via.

— Franz Kafka, Lettere a Milena

10:46pm
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Luca Marenzio: Solo et pensoso i più diserti campi

July 5, 2014 at 8:37pm
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Dottor Catricalà, mi permetta una domanda da falso nomade: “Se tutti facciamo il consigliere di stato, chi paga le tasse per pagare i consiglieri di stato?”. La Fifa con i diritti tv del Mondiale. Dopo pochi minuti la Fifa smentisce. Per cui è vero.

— Innamorato fisso del 5 luglio 2014

June 30, 2014 at 12:00pm
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Democracy

Democracy

10:00am
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In realtà, chiunque abbia conosciuto innamorati – e capita a tutti – e si ricorda di se medesimo amoroso o amorosa, sa benissimo che chi è trafitto d’amore è un personaggio monotono, ripetitivo, dalla aggettivazione scialba e iterativa, affranto dal gravame dei luoghi comuni, emotivamente instabile, solipsista, convinto che l’oggetto del suo amore sia di interesse generale, e più stupito che irritato se nota una certa tendenza a cambiare discorso nei più cari e pazienti sodali. L’innamorato è socialmente una peste, un diluvio innocente, un farneticante, un ossessivo, e sebbene tutto ciò sia assai nobile e fondamentale del punto di vista della storia psicologica specifica, non è credibile che costui sia in grado di produrre testi letterari interessanti.

— Giorgio Manganelli

June 28, 2014 at 1:17pm
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Hayek on Keynes’s Ignorance of Economics (1978)

1:09pm
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Milton and Rose Friedman →

An uncommon couple

June 14, 2014 at 10:00am
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Law

Law

June 13, 2014 at 6:00pm
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Love and Death

Father: Remember that nice boy next door, Raskolnikov?
Boris: Yeah.
Father: He killed two ladies.
Boris: What a nasty story.
Father: Bobik told it to me. He heard it from one of the Karamazov brothers.
Boris: He must have been possessed.
Father: Well, he was a raw youth.
Boris: Raw youth, he was an idiot!
Father: He acted insulted and injured.
Boris: I heard he was a gambler.
Father: You know, he could be your double!
Boris: Really, how novel!

4:00pm
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Manhattan in 1944, by Andreas Feininger

Manhattan in 1944, by Andreas Feininger

June 10, 2014 at 2:00pm
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Spesso ho la sensazione di barare. Perché i miei strumenti intellettuali, le mie parole coprono un’infelicità, un dolore, un fallimento. Ho barato in politica perché dopotutto non me ne fregava più di tanto; ho barato in famiglia, come può fare un marito inadatto; ho barato all’università non riuscendo a dare ciò che avrei potuto, o nascondendo i miei limiti. Solo come infermo mi pare di avere agito senza trucchi.

— Luca Canali